QUEER ABOARD

13 Mar 2009 - 22:00
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Ingresso:
INGRESSO € 8,00 rid.liste € 5.00 soci Ireos & Arcilesbica € 4.00

QUEER ABOARD

Apertura ore 22.30 con il concerto di gioacchino turù e vanessa vermuth con il loro demenziale elettronico lo-fi www.myspace.com/gioacchinoturu.

Dalle 24.00 noon perderti le sonorità ed il ritmo DANCE & ELETTRO by Sixties e le tracklist di MyShell DJ dai suoi ritmi POP DANCE ai gloriosi ANNI 70-80.

Nel corso della serata:
festa 13 marzo DRAG KING SHOW: THE ITALIAN GIGOLOS
Julius Kaiser Drag King + Jurij Zoltan Kurgan & Boyz

Royal Queer Ballet
con le loro nuove performance

Per info e liste:
danand@florencequeerfestival.it
sms: 3343206647

Ingresso serata
intero: 8 euro
lista: 5 euro
soci Ireos e ArciLesbica: 4 euro
guardaroba: 1 euro

Venerdì 13 marzo, presso il VIPER THEATRE (via Lombardia - Le Piagge), torna QUEER ABOARD, festa gay, lesbica trans e non solo, promossa da IREOS ed ARCILESBICA FIRENZE.
 
L'appuntamento di marzo è dedicato al tema della trasformazione dei corpi ed al gioco sul genere, nel consueto mix esplosivo di ARTE e MUSICA.

Apertura ore 22.30 con il concerto di Gioacchino Turù e Vanessa Vermuth con il loro demenziale elettronico lo-fi.

Dalle ore 24.00 seguiranno le sonorità ed il ritmo DANCE & ELETTRO by Sixties e le tracklist di MyShell DJ dai suoi ritmi POP DANCE ai gloriosi ANNI 70-80.
 
Nel corso della serata: DRAG KING SHOW: THE ITALIAN GIGOLOS (Julius Kaiser Drag King + Jurij Zoltan Kurgan & Boyz) e la performance del ROYAL QUEER BALLET, il corpo ballo di Queer Aboard.
 
Il VIPER si colorerà con le immagini di F>M PHASES Drag King Project, mostra fotografica di Cristina Quaranta che rimarrà esposta presso IREOS (via de' Serragli, 3) fino al 3 aprile prossimo.
 
Per info e liste: danand@florencequeerfestival.it sms: 3343206647 web www.ireos.org

Ingresso serata
intero: 8 euro
lista: 5 euro
soci Ireos e ArciLesbica: 4 euro
guardaroba: 1 euro
 
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GIOACCHINO TUTU' E VANESSA VERMUTH
gioacchino turù e vanessa vermuth suonano.
gioacchino turù e vanessa v avvicinano le persone.
gioacchino turù e vanessa v si divertono.
gioacchino turù e vanessa v ci fanno pensare.
la loro musica proviene da una vecchia groove-box, da una piccola tastiera e da flauti magici trovati a terra durante un concerto di max Pezzali mentre duetta con
casiotone for the painfully alone.
odiati da erik satie apprezzati da gg allin sono sotto contratto milionario con from scratch etichetta con base a Firenze.
Forti e capaci amano la vita,
forti e capaci avvicinano la vita dei sogni con la vita dei pescatori.
i tesi, ci appaiono come pesci sognanti in città metro-suicide, accompagnati da simpatiche melodie appiccicose che non potranno mai uscirvi dalla mente.
www.myspace.com/gioacchinoturu .
 
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F>M PHASES Drag King Project (mostra fotografica di Cristina Quaranta)

L’associazione IREOS – Centro Autogestito Comunità Queer è lieta di presentare una mostra fotografica sulla visibilità trans F to M. Presso IREOS è attivo da tempo uno sportello per l’accoglienza delle persone transesssuali e transgender e questa mostra vuole essere un ulteriore momento di incontro, confronto e informazione. Attraverso un percorso visivo che mette al centro la contaminazione tra identità e generi al di là degli stereotipi costruiti dall’immaginario collettivo, “il corpo si fa contenitore di svariate frammentazioni d’identità di generi”. In mostra 36  foto di una giovane artista che documentano una trasformazione: il corpo diventa pretesto e si trasforma attraverso il Travestitismo “giocando con la propria identità, il proprio genere, l’auto-provocazione del proprio sesso”.

Orario apertura mostra
Lunedì - giovedì 18.00 > 20.00
Mercoledì 11.00 > 13.00 - 18.00 > 20.00


Questioni di corpi
di Enrica Quaranta

L’ immaginario collettivo spesso ci porta a seguire stereotipi di vita ben stabiliti.  Parliamo di stili, tendenze, costumi, gusti, la vita stessa dell’ essere umano viene inevitabilmente assorbito dalle strutture socio-culturali nella quale vive, cresce e si forma. Oggi, nonostante la riflessione filosofica abbia alimentato un profondo ripensamento del soggetto a partire dalle sue radici materiali, la realtà che ci viene proposta difficilmente accetta e vede il corpo come un possibile contenitore di svariate frammentazioni d’identità e di genere.
Provando a sganciarmi da una visione tradizionalista e conservatrice, il corpo non è più la forma concreta di un destino biologico, ma diventa il campo nel quale si iscrivono nuovi linguaggi sociali, culturali, tecnologici. Così l’identità individuale non attinge più a una presunta unità originaria, basata sul dualismo uomo-donna, ma risulta mobile, policentrica, stratificata.  Attingendo alle lezioni del filosofo francese Gilles Deleuze, al contrario di quanti pensano, disfare l’organismo, non significa uccidersi, ma aprire il corpo a nuove soglie, passaggi d’intensità dove si concateno nuove identità e un nuovo modo di vedere il proprio “io”.
In questo clima culturale, insieme a una decisiva revisione del femminismo storico emerge un concetto chiave per comprendere appieno  la nuova dimensione in cui viene prodotto e strutturato il corpo: è il “gender”. Svincolato da un rapporto deterministico con il sesso, in gender si costituisce in modo storico, sociale, politico, in opposizione alle distinzioni biologiche di maschile e femminile, destabilizzandole entro varie forme di embodiment e relazione. Dal momento che il gender è un prodotto sociale, la maschilità viene  costruita sia dagli uomini sia dalle donne, nonostante questo, la società occidentale ha privilegiato in modo asimmetrico la femminilità negli uomini, mentre la maschilità è rimasta a lungo associata al sesso maschile.
Solo nell’ultimo decennio con il  Drag Kinging questa concezione assume un significato diverso esplorando al contempo forme alternative di rappresentazione. Performare l’identità significa muoversi entro le categorie di flessibilità e cambiamento, rifiutando tanto l’idea di progresso quanto la rottura traumatica.
Il corpo è il pretesto per una ricognizione sulla forma, sulle sue infinite diversità trasformandosi in un linguaggio libero. Diversità, in questo caso, espresso attraverso la pratica  del Travestitismo.
I corpi esprimono intimamente un proprio personale linguaggio, giocando con la propria identità, il proprio genere, l’auto-provocazione del proprio sesso. Si vive un’esperienza virtuale, si gioca col proprio corpo modificandolo fisicamente attraverso le varie pratiche come il “binding”, ossia la fasciatura estremamente stretta del seno che dà quasi una parvenza di muscolo pettorale. Nascono nuove questioni di corpi che si trasformano e assumono nuovi significati simbolici, proiettati in un nuovo spazio personale da scoprire e continuare a mutare.

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