Concerti

BUGO + ALTER*NITE

12 Dic 2008 - 21:30
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Ingresso:
INGRESSO € 8.00 dopo le 23.30 ALTER*NITE € 5,00

BUGO + ALTER*NITE
ALTER*NITE………………….LA SOLA ALTERNATIVA
3 PISTE a base di ROCK – TECHNO – DRUM’BASS
(MEDIUM) SNAKEPIT HALL – FERRY puro rock’n’roll
INNER CITY JUNGLE HALL – DANEX (GOLD) + SHINJIN (GOLD) + SISMA (UNTHO) il regno della drum’ bass
MINIMALIZE HALL – MASTER T (SUNPLAY REC) + KERNES (REFUGIUM - BEAT BOUTIQUE)la miglior techno della penisola
VISUALPLAY AIRONE
http://alternite.forumfree.net/
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facebook:closeralterniteinfo@closerclub.com
per info: FAB 338 87 10 838
INGRESSO € 8.00 dopo le 23.30 ALTER*NITE € 5,00

CENNI BIOGRAFICI

Vero nome Cristian Bugatti, nato nel 1973 a San Martino di Trecate tra le risaie del novarese.
Durante il servizio militare impara a suonare al chitarra e scrive le prime canzoni. Comincia a fare qualche concerto con un gruppo da lui fondato ma presto decide di esibirsi da solo. Entra in contatto con la scena milanese e nel 2002 firma per Universal. Gli esordi discografici sono caratterizzati da un sound grezzo e ruvido accompagnato da testi il più delle volte surreali ma anche romantici e malinconici. Cantautore genuino e sottile, Bugo nel corso degli anni ha sperimentato diverse forme di scrittura che lo hanno portato a definire uno stile immediato ed essenziale, come testimoniato dall’ album del 2008 "Contatti" in cui Bugo rinnova il suo antico amore per la musica elettronica.

DISCOGRAFIA

Il primo demo autoprodotto in audiocassetta contiene 15 canzoni e risale al 1996 : PANE, PENE, PAN; nel 2000 viene ristampato su cdr in versione aggiornata da Loretta Records. Nel 1999 esordisce con il sette pollici QUESTIONE DI ETERNITA’ seguito sempre nello stesso anno dal mini-cd LA PIANTA ROVENTE. Il suo primo cd pubblicato nel 2000 ha per titolo LA PRIMA GRATTA. L’anno seguente, nel dicembre 2001 è l’anno della pubblicazione di un grande album, SENTIMENTO WESTERNATO. Un cd di 13 canzoni presentato dall’artista come ” l’album acustico del Bugo”. Grandi recensioni da parte della stampa specializzata, nasce un nuovo cantautore decisamente originale.
Nel febbraio 2002 è la volta di  NE VALE LA PENA? in due formati:  Picture Disk e VHS.
Arriva così naturalmente al contatto con una major che frutta un disco di rock stralunato, complesso e pieno di inni urbani, quale è DAL LOFAI AL CISEI, pubblicato nell’ottobre 2002. Arrivano anche tanti concerti dal vivo, in cui Bugo affina le doti di intrattenitore estemporaneo e a volte brutale, diventando uno dei fenomeni rock dell’anno. Nel 2004 viene pubblicato GOLIA  & MELCHIORRE, un doppio disco a prezzo speciale che unisce l’animo elettrico e sperimentatore con quello più cantautoriale e malinconico di Christian.
Nella prima parte del disco ha lavorato gomito a gomito con un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, nel campo dell’alambicco elettronico: Roberto Vernetti, che ha mixato tutti i pezzi. Con il suo tocco, la iper-realtà di alcuni brani come “Carla è Franca”, “Un altro conato” e “Devo fare un brec” si è arricchita di battiti e ritmi avvincenti, stralunati e quasi futuristici, fino ad arrivare al misticismo sincopato di “Alleluia 1 Rep” e alle scosse rap-scanzonate di “Hasta la schiena sempre”, una sorta di manifesto programmatico dell’arte e vita di Christian Bugatti. Nella seconda parte del disco il Nostro ritrova la dimensione del piccolo gruppo di amici, quelli che in Via Melchiorre Gioia a Milano, hanno dato vita ad una serie di storie fra rock e folk, che fotografano la vita di tutti noi, con ironia e speranze frustrate ma mai smesse. Con “Cosa fai stasera”, “Sentirsi da cane”, “Che diritti ho su di te”, “Se avessi cinquant’anni”, Bugo uccide e resuscita l’allegria, fa sorgere la poesia dal cumulo di macerie in cui tutti ci troviamo a scavare.  La ferrosa chitarra elettrica e qualche trovata sintetica, i ritmi indolenti e una voce che soffre senza nasconderlo sono la risposta di Bugo a chi non crede in lui. Come un Golia che perde continuamente la testa, appunto, ma non l’estro né la vivacità artistica.
Nel 2006 viene pubblicato – il nuovo album del f-antautore dal titolo SGUARDO CONTEMPORANEO. Esistenziale, urbano, metropolitano, ma pure poetico e intimistico.  Il disco ritrova la strada del rock più diretto e visionario, sempre casalingo nell’anima. Le sue melodie, disossate e quasi ammiccanti, non nascondono le solite incertezze quotidiane. Per la realizzazione dell’album la mano di Giorgio Canali è stata una prospettiva importante su cui muoversi: il chitarrista e membro, fra l’altro, dei CSI, ha messo al lavoro Cristian sull’asse di una intensità espressiva limata, quasi scandita. Agli spasmi del passato si sono affiancate attenzioni interessanti e inattese ai dettagli, un suono spazioso in cui il lo-fi è diventato alta fedeltà concettuale senza risultare, nemmeno per un attimo, stucchevole. Nell’autunno dello stesso anno viene pubblicato il singolo “AMORE MIO INFINITO” brano già contenuto nell’album, in un’inedita versione con Violante Placido. Il singolo commerciale a 3 tracce contiene anche una versione remix dei Useless Wooden Toys del brano “Plettro Folle” e l’inedito dal titolo “Noia Magica”.
Nel 2008 esce CONTATTI la cui produzione artistica è affidata a Stefano Fontana (dj, produttore, celebre e celebrato per il progetto Stylophonic). Contatti è l'anima elettronica di uno degli artisti pop meno definibili degli ultimi dieci anni. La sua vera storia è appena cominciata….

SUBSONICA

20 Nov 2008 - 20:00
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Ingresso:
INGRESSO € 20,00 + diritti di prevendita

SUBSONICA

APERTURA PORTE ORE 20.00 INIZIO CONCERTO 21.30

Torino, estate del '96. È una città che sta vivendo il proprio risveglio quella che fa da scenario all'incontro dei primi elementi dei Subsonica. Una Torino viva, che reagisce al tramonto del mito industriale scrollandosi di dosso grigiore e rassegnazione, vivacizzandosi culturalmente e musicalmente. E' anche la stagione dell'elettronica, dei raduni semiclandestini organizzati nelle fabbriche dismesse, è la notte affollata ad alto volume lungo il fiume sotto piazza Vittorio, è la vita perfettamente ritratta nei quadri del pittore Daniele Galliano. Alzando lo sguardo verso i portici a qualche centinaio di metri c'è la Casasonica. In questo spazio, un ex laboratorio cinematografico e in questa atmosfera prende vita un progetto musicale destinato a lasciare il segno per gli anni a venire. I personaggi coinvolti sono:
 Samuel: una voce "importante" ricca di intensità soul ma elasticamente maturata nelle recenti stagioni del raggamuffin e dell'Hip hop. Una forte presenza sul palco e la singolare capacità di alternare spigolosità vocali a raffinate trame melodiche.
Max: chitarrista stiloso ed essenzialista oltre che abile manipolatore di suoni. Proveniente da una lunga attività con Africa Unite, è per certi versi l'ideologo del progetto Subsonica, nonché autore della parte letteraria assieme a Samuel, con cui divide anche il lavoro sulle stesure melodiche.
Boosta: tastierista e dj cresciuto a dosi massicce di telefilm Anni '70 e videogame. Completa il nucleo compositivo: è il principale responsabile in materia di campionamenti.
Ninja: batterista preciso e intelligente della prossima generazione. Riesce ad amalgamare perfettamente il suo drumming alle sequenze dei campionamenti. Laureato a pieni voti in ingegneria informatica, diverrà anche il programmatore del sito della band.
Pier-funk: bassista-filosofo, meditatore di groove e mantra di basso macinati con l'ostinazione di un bass-liner. Abbandonerà anche se non completamente il progetto nell'autunno del 99. Lascerà spazio a Vicio: tonico, ex- metallaro con implementazione di groove.
Il gruppo, alla fine dell'estate '96, produce un demotape con cinque brani che procura un contratto con l'etichetta Mescal di Nizza Monferrato. Da qui il primo omonimo SUBSONICA registrato e prodotto durante l'inverno da Max Casacci in Casasonica.

CINEMA BIZARRE + ALTER*NITE

19 Dic 2008 - 20:00
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Ingresso:
INGRESSO € 20,00 + d.p. dopo le 23.30 ALTER*NITE € 5,00

CINEMA BIZARRE + ALTER*NITE
ALTER*NITE………………….LA SOLA ALTERNATIVA
3 PISTE a base di ROCK – TECHNO – DRUM’BASS
(MEDIUM) SNAKEPIT HALL – DR. LORENZ puro rock’n’roll
INNER CITY JUNGLE HALL – DRUMBOY (GOLD) + DANEX (GOLD) + SCASSO (GOLD) il regno della drum’ bass
MINIMALIZE HALL – SAMUEL &KRONN (MINITEC SERIES, SFR RECORDS, INMINIMAX)la miglior techno della penisola
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CINEMA BIZARRE

I Cinema Bizarre sono una band tedesca di Berlino. Tre membri del gruppo si sono incontrati nel 2005 ad una convention sugli anime e manga giapponesi e contattando poi via internet Luminor e Shin crearono il "gruppo". Formarono così una band che comprende elementi di glam rock, gothic rock, new wave, Power pop e visual kei.

Tutti i membri del gruppo usano nomi d'arte: Il soprannome del batterista Shin è l'abbreviazione di Shinya, che è il batterista della sua band preferita; i Dir En Grey. Il soprannome di Yu deriva da un manga, gli è stato dato da un amico che sosteneva somigliasse ad un personaggio. Il nome Strify invece è ispirato al personaggio di Cloud Strife di Final Fantasy VII ed è stato creato da Yu. Il soprannome del bassista Kiro gli è stato dato invece da Strify: la sua scimmietta si chiama Siro, ha semplicemente tolto la S e aggiunto l'iniziale del vero nome di Kiro (Kristian). Il nome di Luminor è una variante di lumina, che sarebbe il raggio lunare.

I Cinema Bizarre hanno rilasciato il loro primo album "Final Attraction" nel 2007 e nel 2008 hanno partecipato alla selezione finale tedesca per l' Eurofestival 2008 con la canzone "Forever or Never" ma non hanno vinto.
Strify: voce (Villingen-Schwenningen, 20 agosto 1988)
Luminor : tastiera e seconda voce (Neunkirchen, 22 marzo 1985)
Kiro: Basso (Birkenfeld, 11 gennaio 1988)
Yu : chitarra (Sulingen, 29 dicembre 1988)
Shin : batteria (Berlino, 12 dicembre 1989)

ADAM GREEN + ALTER*NITE

14 Nov 2008 - 21:30
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Ingresso:
INGRESSO € 10,00 dopo le 23.30 ALTER*NITE € 5,00

ADAM GREEN + ALTER*NITE
ALTER*NITE………………….LA SOLA ALTERNATIVA
3 PISTE a base di ROCK – TECHNO – DRUM’BASS
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MINIMALIZE HALL – la miglior techno della penisola
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INGRESSO € 10,00 dopo le 23.30 ALTER*NITE € 5,00
Green ha 14 anni, e, snobbando la carriera scolastica e il college decide di andare in tour con i Moldy Peaches, invitati a fare da band di supporto agli Strokes. Dopo lo scioglimento della band nel 2002 intraprende la carriera solista.

Il suo LP del 2006 è Jacket Full of Danger, pubblicato per la Rough Trade, etichetta storica di musica "alternativa" che annovera tra i suoi pupilli anche The Strokes e Belle and Sebastian. Jacket Full of Danger, pubblicato il 10 marzo in Europa e il 16 negli U.S.A., segue l'acerbo esordio del cantautore newyorkese, Garfield (2002), e i seguenti Friends of Mine (2003) e Gemstones (2005), in cui Adam Green sperimenta musicalmente e liricamente, con un mix personalissimo di musica orchestrale (con tanto di violini e viole) e folk triviale e giocherellone, che ci riporta inevitabilmente alla sua attività con i Moldy Peaches, band formata insieme all'amica Kimya Dawson.

Adam Green è molto apprezzato in Francia ed anche in Germania. In America è meno conosciuto, ed in Inghilterra è noto soprattutto per la sua cover di What a Waster, dei The Libertines. È stato in tour con molte band tra cui The Libertines, The Thrills, Bright Eyes, Phantom Planet. Ha fatto un tour anche con Ben Kweller, cantautore della nuova scena folk americana, con cui ha anche duettato in Kokomo, cover della canzone dei Beach Boys.

DARI

2 Nov 2008 - 17:00
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Ingresso:
INGRESSO € 12,00 + diritti di prevendita

DARI

d A R I
“Io sono Dari e di interexxante ho quasi zero o niente ho giocato con il PC ed è uscito questo con la chitarra ho fatto rumore cercando di non disturbare… ho usato la mia woce che tra l'altro poi detesto… per dirti in un secondo come sento il mondo… per dirti tre cose wiste anzi meglio x dirti Dari non esiste....”

Sono i dARI, la next big thing dell’emotronik italiano: Dari (Vox, Guitar), Cadio(Sinths,CDJ), Fabeeo (Bass). I dARI sono alfieri di un sound definibile come EMOTRONIK: Depeche synths, chitarre distorte, e un'inclinazione naturale e involontaria al ritornello riempi pista headbanger mani in alto…
Gioia di ogni selecter radiofonico, questo efebico ibrido emotronik muove i suoi passi fra il culto del Bowie Stardust, l'agiografia satirica dei primi Bluvertigo e l'elegante estetica elettrogoth dei Depeche Mode di People Are People, dirigendosi con decisione verso le turbolenze stilistiche derivanti dalle riconsiderazioni dei gruppi anni 80 elaborate da Fall Out Boy, My Chemical Romance, Medic Droid.


Anticonformisti già dalla grammatica idiosincratica che interpreta le “W” al posto delle “V” a causa di una computer keyboard difettosa (la “v” era rotta… spiegano…), delle maiuscole ostinatamente invertite, sono portatori di slogan infettivi altamente contagiosi se diffusi radiofonicamente…

Benché giovanissimi hanno alle spalle una intensa attività live. Finalisti di ROCK TARGATO ITALIA , TAVAGNASCO ROCK FESTIVAL e AREZZO WAVE, sono protagonisti di livesets in grado di saziare le voglie degli amanti del powerpop più aggressivo e degli adepti dell’emorock di ultima generazione.
I dARI hanno, senza cercarla, la miscela giusta per esaltare sia le moltitudini di teenagers ammalati di rock romantico, che gli avanguardisti ricercatori delle sonorità Electroglam.

In questo senso i dARI sono a loro agio sia nei centri sociali che nei più trendy live clubs Europei, tanta è la risonanza stilistica che portano con le band targate UK e DE.
Possessori distratti e involontari del look ricercato dagli art editor delle riviste di moda londinese e berlinese più hype del momento, i dARI hanno le carte in regola per far passare l’energia della scena emergente direttamente alle pagine, alle frequenze e alle classifiche del mainstream.

THALIA ZEDEK

16 Ott 2008 - 21:00
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Ingresso:
INGRESSO € 8,00

THALIA ZEDEK

Indizio numero uno: Talia è una figura della mitologia greca figlia di Zeus e Mnemosine, una delle tre Grazie e, cosa per noi basilare, musa della poesia e della commedia. Il mito narra che fu amata da Apollo, da cui ricevette in dote i Coribanti, demoni dalle misteriose fattezze. Indizio numero due: il blues fu regalato a Robert Johnson dal demonio con uno scambio in cui l’ispirazione musicale valeva il prezzo dell’anima. Indizio numero tre: madama Zedek ha il blues che le scorre nell’anima e lo lascia libero di sgorgare, copioso e scuro. Disperato e perciò vivo. Crediamo basti a far capire di chi stiamo per scrivere. Tuttavia, in un mondo che le emozioni preferisce metterle alla porta per poi sbatterne la manifestazione in pubblico, dobbiamo sottolineare quanto la sua presenza oggi sia necessaria. E’ che il suo ininterrotto scavalcare il pudore in favore della franchezza è benvenuto, ma si accetta con fatica: non è colpa sua, siamo noi ad aver perso l’abitudine all’artista che soffre, che insegue la catarsi anche a nostro beneficio. In cuor tuo hai nondimeno la certezza che ne valga la pena e perseveri. Dentro il suo mondo, non hai più scampo e ringrazi il padreterno o chi per lui dell’esistenza di Thalia Zedek.

Troppi guitti e messe in scena ci hanno resi refrattari, ciò nonostante pensate alla fatica di scuoterci dal tepore: ammiri lo scavare cocciuto e quotidiano finché non si raccatta una Canzone. Intesa, qui come altrove, come un racconto o una confessione, un libro aperto o una rosa piena di spine. Non importa se in prima o terza persona, perché le maniere pesano tanto quanto la sostanza; come canti sorregge cosa canti, e viceversa. Thalia padroneggia tutto ciò con la forza di affrontare il dolore tipica della donna, roba che schianterebbe i poveri maschi in un giorno. Il fiume che oggigiorno sfocia in Carla Bozulich parte sì dalla sorgente comune di Houses e Strange Fruit, ma sarebbe stato diverso senza la Zedek. Sesso debole? Ma per favore…
Un disco maiuscolo, Liars And Prayers (2008), per la maniera in cui scaglia addosso gli argomenti che affronta e per il valore, evidente nonostante la modestia con cui è offerto. Facile capire le ragioni di un controsenso solo apparente: poiché se è vero che la via per ridare credibilità al rock - o quel che ne resta - passa dalla Canzone, il presupposto dev’essere il confronto ad armi pari col passato, non la resa incondizionata. Questo va facendo Thalia Zedek da tre lustri, e per una seconda volta le è riuscito di raccogliere ogni suggestione, ogni segno, ogni frammento per ricostruire la dimensione moderna del songwriter. Con naturalezza, affidandosi all’eterno compagno di viaggio che le siede accanto, un blues come condizione spirituale, interpretato come in pochi contemporanei è dato modo d’ascoltare. Nessuna pantomima o messa in scena, solo lirismo allo stato puro.   
Una serie di ottimi indizi sta a monte di questo suo terzo disco solista: la costituzione di una Thalia Zedek Band che non è fittizio paravento (facce note come David Curry e il batterista Daniel Coughlin si affiancano al bassista Winston Braman e a Mel Lederman, ex Victory At Sea, dietro al pianoforte); una voglia costante di raccontare sentimenti e disgrazie personali, che poi sfociano nella politica del quotidiano e menano fendenti contro l’amministrazione Bush; infine, quel bisogno di liberare la rabbia in forme meditate ma non per questo indebolite, anzi. Le maiuscole, dicevamo: servono per gridare, non strepitare a vuoto. Graffia di nuovo, la bostoniana, insinuando il dubbio che mai abbia davvero smesso di sbrogliare la sua intensa emotività; un marchio di fabbrica che resta lungo le trame dei brani, dove piano e violino si abbracciano e inseguono, dove la Nostra suona più che mai figlia di Patti Smith e Marianne Faithfull (l’epica frastagliata Body Memory) e sorella del Nick Cave mediano e di Greg Dulli (Next Exit e Begin To Exhume farebbero un figurone su  Congregation.)
Tradizione strapazzata e scrittura commovente (affligge, We Don’t Go, eppure non te la levi di dosso…) enfatizzate dalla cura del dettaglio strumentale, ma non crediate che sia facile. Non una nota di troppo nella Lower Allston sbatacchiata tra fantasmi “rock poetry” e visioni Calexico; niente passi falsi nei cambi di marcia che attraversano Do You Remember e Come Undone; assenti le rughe nel country - che pare strappato a Leonard Cohen - Green And Blue. La concitazione e l’urgenza di comunicare appartengono a una ventenne, forme e mezzi a chi ha mezzo secolo di vita sulle spalle: ecco la spiegazione di quanto solleva Liars And Prayers dalla mediocrità estemporanea che ci sommerge. Non sarà impresa facile entrarvi, serviranno quelle ore che “non abbiamo” ma che è opportuno scovare per ripagare un talento raro. Conservate Liars And Prayers sul comodino, magari a fianco di Evangelista. Poi lasciatevi lacerare l’animo, almeno una volta al giorno. Vi farà bene.

JOAN AS POLICE WOMAN

26 Nov 2008 - 21:30
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INGRESSO € 18,00

JOAN AS POLICE WOMAN

In un mondo musicale affamato di gossip e novità questo progetto sembra fatto apposta per attirare l’attenzione: Joan Wasser infatti ha avuto un flirt con Jeff Buckley, uno degli artisti più influenti sulle ultime generazioni, e ha suonato nelle band di Antony e di Rufus Wainwright, ovvero le due voci più richieste al momento.
Eppure “Joan as police woman” non è un disco da dare in pasto al mercato, anzi è un lavoro riservato, che contiene perle da scoprire e custodire gelosamente, senza mostrarle troppo in giro.
Sarebbe riduttivo dire che piacerà a quanti si sono perdutamente innamorati di Antony & the Johnsons, perché la Wasser ha alle spalle un cammino fatto di tanti piccoli ma importanti passi che l’hanno portata a girare in tondo tra progetti suoi (The Dambuilders, Black Beetle, Those Bastard Souls) e altrui (Lou Reed, Nick Cave, Sheryl Crow, Sparklehorse, Scissor sisters, Hal Wilner).
Sin dall’iniziale “Real life” ci si trova di fronte a una raccolta di canzoni “segrete”, che quatte quatte si mettono alla ricerca di una forma tutta loro: è un pop-soul suonato con raccoglimento, come fosse una musica da camera.
Accompagnata da Rainy Orteca e Ben Perowsky, Joan suona basso, chitarra e qualche tastiera, ma la luce viene soprattutto dal pianoforte e da un violino a cinque corde. In “I defy” ci sono riflessi portati direttamente dalla voce di Antony, mentre in tre pezzi si annida la presenza di un Joseph Arthur discreto, essenziale nel suo contributo.
A stupire però è soprattutto la sostanza che la Wasser riesce a dare con arrangiamenti che giungono al pop per vie mai convenzionali: archi e fiati variano il passo del suo canto e creano spirali scandite da mirabili giochi di vocals.
Almeno due i brani da ricordare: “Eternal flame” e “Christobel”, ovvero quelli in cui gli strumenti più si muovono, con l’aggiunta di una “The ride”, che è forse il pezzo più normale del disco, ma che rimane addosso con una grazia che preferisce scendere quando potrebbe salire vertiginosamente.
Il resto non è tanto da meno e ascolto dopo ascolto si scoprono trame inedite: l’esercizio per whispered vocals di “Save me”, gli stacchi e le modulazioni pacate di “Anyone” e la conclusiva “We don't own it”, dedicata ad Elliott Smith e suonata con la profondità degli Spain di Josh Haden.
Alla fine “Joan as police woman” sfiora davvero quella bellezza che in molti si prefiggono, ma che in pochi riescono ad avvicinare.
Non c’è da aspettarsi un seguito a breve, ammesso che la sua autrice decida di proseguire su questa strada, perchè sarà difficile replicare un disco del genere e soprattutto perché Joan Wasser non è l’ennesima novità da bruciare in una stagione.

DEUS

28 Ott 2008 - 21:00
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INGRESSO € 18,00

DEUS
I dEUS sono un gruppo musicale indie rock di Anversa (Belgio), nato all'inizio degli anni '90 e tuttora attivo. Il loro stile è caratterizzato da una eclettica combinazione di elementi tratti da diversi generi musicali, in particolare rock, punk, jazz e heavy metal, in cui si riconoscono l'influenza di artisti eterogenei quali Velvet Underground, Captain Beefheart, Mingus e Leonard Cohen. Il nucleo originale dei dEUS, formato da Tom Barman, Stef Kamil Carlens, Klaas Janzoons e Jules De Borgher, si formò nel 1991 e pubblicò il primo album in studio nel 1994. Il loro lavoro di debutto, Worst Case Scenario, viene talvolta considerato uno degli album più influenti degli anni '90, e rivela già completamente l'eclettismo stilistico di questa band. Vi si trovano elementi che ricordano Sonic Youth, Yo La Tengo e Pixies, composti in un art rock arricchito di soluzioni jazz e sperimentali. Nel 1993 si unisce a loro l'eclettico chitarrista e pittore Rudy Trouvé, artefice delle copertine dei primi lavori, che lascerà la band due anni dopo. Nel 1995 i dEUS pubblicarono un EP (My Sister Is My Clock) nel 1996 il loro secondo album In a Bar, Under the sea, rispetto al precedente più orientato a soluzioni melodiche e pop, pur interpretate in uno spirito arty. Dopo l'abbandono di Carlens, il gruppo pubblicò The Ideal Crash (1999), il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo riuscì a fondere l'anima psichedelica e alla continua ricerca di nuove sonorità, con quella piu intima e pacata. In questo album infatti sono presenti canzoni che ricordano lo stile di Worst Case Scenario, come ad esempio la traccia d'apertura Put the freaks up front e la title track The Ideal Crash, ma anche canzoni più melodiche come Sister Dew e Instant Street, per finire al low-fi di Dream sequence #1. Nel 2004 Barman ruppe il silenzio, collaborando con C.J. Bolland alla creazione del progetto di musica elettronica Magnus. Diversi cambiamenti di organico portarono più volte la band sul punto dello scioglimento; nel 2005, tuttavia, Barman ha pubblicato (insieme a una formazione rinnovata e inedita: Klaas Janzoons, Stéphane Misseghers, Alan Gevaert e Mauro Pawlowski) il quarto album dei dEUS, Pocket Revolution. Nel 2007 il gruppo è tornato in studio per registrare il quinto album dal titolo Vantage Point uscito il 21 aprile del 2008. Attualmente i dEUS sono impegnati in un tour mondiale al termine del quale, nel 2009, vedrà la luce un nuovo inedito album.

BELLADONNA + ZOMBIE PARTY aftershow

5 Dic 2008 - 21:00
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INGRESSO GRATUITO

BELLADONNA + ZOMBIE PARTY aftershow

Mistero, magia, sensualità e passione: questi gli ingredienti della pozione rock noir dei BELLADONNA. La cult band italiana sta conquistando il mondo via web (oltre un milione di ascolti su MySpace) dopo aver compiuto il clamoroso salto dall’autoproduzione al ballottaggio dei Grammy 2008. Reduci dalle registrazioni del loro secondo album negli USA insieme alla produttrice Sylvia Massy (già al lavoro con Tool e System Of A Down giusto per citarne un paio), i BELLADONNA saranno in tour in Italia a Dicembre per tre date promozionali che si preannunciano ad alto tasso erotico ed emotivo, in puro rock noir style!

AFTERSHOW
ZOMBIE PARTY...............chi non muore si rivede
LASCIATEVI ZOMBIZZARE DAI NOSTRI TRUCCATORI: DARKNOT & YUMI BELLYDANCER
MAINFLOOR - ROCK 360° _ DARK GOTHIC
DR LORENZ & DJ VIOLET GEISHA
BUNKER - TERROR _ TECNOISE
DJ SLIMER & LOGIKKAOS_DJ
a cura di Dark Empire & Electrocute

FUTUREHEADS

21 Nov 2008 - 21:30
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Ingresso:
INGRESSO € 15,00

FUTUREHEADS

Dai Gang Of Four venati di pop dell'esordio all'urgenza melodica targata Police del second coming, i Futureheads sono tra i più promettenti allievi della scena emul-rock...

PREVENDITE:

DIRETTAMENTE AL VIPER THEATRE DAL LUN/VEN ORE 10.30 - 18.00

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